(Teleborsa) – Si fanno più pesanti le perdite a Wall Street, dopo il dato chiave sull’inflazione e nel mezzo delle incertezze geopolitiche in Medioriente.
I prezzi al consumo negli Stati Uniti sono saliti su base tendenziale del 4,2% a maggio, il maggiore aumento dall’aprile 2023, sostenuti dal rincaro di benzina ed energia dovuto al conflitto in Medio Oriente. Il dato è stato comunque in linea con le previsioni di consensus.
Il presidente Usa Donald Trump ha detto che l’Iran ha impiegato troppo tempo a negoziare un accordo e ora “dovrà pagarne il prezzo”. Teheran ha affermato che rivaluterà l’impegno diplomatico con Washington dopo lo scambio di attacchi di ritorsione durante la notte.
Proseguono e si accentuano nel pomeriggio i rialzi dei prezzi del petrolio, dopo che Trump ha minacciato di attaccare “molto duramente l’Iran” in rappresaglia per l’abbattimento di un elicottero statunitense, salvo poi poco dopo augurarsi la “pace nel mondo” per il suo compleanno, che cade il 14 giugno. Il Barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord guadagna il 2,9% a 94,1 dollari. A New York il West Texas Intermediate sale del 3,4% a 91,2 dollari.
In vista della riunione di politica monetaria della Fed della prossima settimana, da segnalare nel frattempo che la Banca del Canada ha mantenuto il tasso di riferimento al 2,25% per la quinta volta consecutiva, in linea con le aspettative di mercato. “La debolezza economica combinata con l’inflazione in aumento rappresenta un dilemma per la politica monetaria”, ha affermato il governatore Tiff Macklem.
Intanto cresce l’attesa per la trimestrale di Oracle, in calendario nel pomeriggio americano, e di Adobe Systems in uscita domani.
Sull’equity da segnalare che Amazon ha ottenuto un finanziamento di 17,5 miliardi di dollari da un gruppo di banche guidato da Citigroup. Mentre, nell’ambito dell’IPO di SpaceX, secondo fonti raggiunte da Bloomberg, i fondi sovrani del Golfo hanno effettuato ordini di azioni per un valore di diversi miliardi di dollari.
Guardando agli indici, il Dow Jones sta lasciando sul parterre l’1,21%; sulla stessa linea, perde terreno l’S&P-500, che retrocede a 7.313 punti, ritracciando dell’1,00%. In discesa il Nasdaq 100 (-1,45%); sulla stessa linea, negativo l’S&P 100 (-1,16%).
Nell’S&P 500, buona la performance dei comparti energia (+2,48%) e beni di consumo per l’ufficio (+1,44%). Nel listino, le peggiori performance sono quelle dei settori beni industriali (-2,57%), beni di consumo secondari (-1,78%) e informatica (-1,63%).
Tra i protagonisti del Dow Jones, Coca Cola (+2,85%), Chevron (+2,65%), Verizon Communication (+2,48%) e Travelers Company (+1,89%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su Caterpillar, che continua la seduta con -5,86%.
Calo deciso per Honeywell International, che segna un -3,25%.
Sotto pressione Boeing, con un forte ribasso del 2,79%.
Soffre Nvidia, che evidenzia una perdita del 2,41%.
Tra i best performers del Nasdaq 100, Charter Communications (+3,28%), Diamondback Energy (+2,91%), Kraft Heinz (+2,88%) e T-Mobile US (+2,75%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su Qualcomm, che continua la seduta con -6,39%.
In apnea Western Digital, che arretra del 5,48%.
Tonfo di Old Dominion Freight Line, che mostra una caduta del 5,41%.
Lettera su Insmed, che registra un importante calo del 5,10%.
