(Teleborsa) – Seduta di recupero per i titoli di Stato europei, dopo le tensioni della scorsa settimana. Il rendimento del Bund decennale scende di 5 punti base al 3,44%, mentre il calo è più marcato sui periferici e sulla Francia: l’OAT decennale cede 11 punti base al 4,75% e il BTP decennale altrettanto, al 4,51%. In calo di 11 punti base anche la Grecia (4,36%), seguita da Portogallo (3,92%, -8) e Spagna (4,05%, -7). Il Gilt britannico scende di 6 punti base al 5,36%, l’olandese di 5 al 3,55%, lo svizzero di 3 allo 0,48%.
Il movimento si traduce in un restringimento degli spread. Sulla base dei rendimenti indicati, il differenziale OAT-Bund si colloca attorno ai 131 punti base, dai 137 della chiusura di lunedì (con l’OAT al 4,86%) e dai circa 150 toccati la scorsa settimana. Lo spread BTP-Bund scende a circa 107 punti base, da circa 113 della seduta precedente.
Discesa “tecnica”, la view di Intesa Sanpaolo
Secondo Intesa Sanpaolo, la spiegazione per la discesa dello spread OAT-Bund da quasi 155-160 punti base a circa 136 in poco più di una giornata osservata ieri (contro i circa 150 toccati la scorsa settimana, livello osservato durante la crisi dell’eurozona) è “soprattutto tecnica”: dopo un allargamento molto violento, “il mercato aveva probabilmente spinto il premio per il rischio francese oltre quanto giustificato, almeno nel breve, dai fondamentali e da un iter di bilancio difficile ma ancora aperto”. Non emerge “un singolo grande compratore o una notizia politica risolutiva”: hanno pesato invece “profit taking e ricoperture delle posizioni corte, acquisti di relative value”. Né c’entra il rally dei governativi seguito ai deboli payroll USA: secondo Intesa, quel rally non c’è stato.
Il quadro fondamentale francese, avverte la banca, non è cambiato: “deficit, debito, abbondante offerta di OAT e incertezza politica rimangono”, ma esiste ancora un percorso parlamentare per approvare il bilancio 2027. Il ritorno verso 135 punti base appare quindi “più come la correzione di un overshooting che come la soluzione del ‘caso Francia’”: meno pressione dei venditori e ritorno dei compratori su valutazioni diventate più convenienti.
Il riflesso francese sulle attese Bce
La scorsa settimana il premio sul debito francese era salito per le crescenti preoccupazioni degli investitori riguardo alla credibilità fiscale della Francia. Il ministro delle Finanze Roland Lescure ha attribuito il mancato raggiungimento degli obiettivi di riduzione del deficit alle ripercussioni economiche del conflitto in Iran e alle vendite sui mercati obbligazionari globali. I mercati attendono ora i dettagli di Marine Le Pen su un controbilancio. Secondo ING, la turbolenza sul debito francese sta spingendo al ribasso anche le attese sui tassi: il prezzo di mercato per la riunione Bce di marzo è sceso da 80 punti base del 24 settembre a 45 punti base attuali, “una mossa molto specifica sull’euro”.
