(Teleborsa) – Seduta in ribasso per le Borse asiatiche, dopo la mossa del presidente statunitense Donald Trump di imporre una tariffa del 10% sulla maggior parte dei beni importati negli Stati Uniti, oltre a prelievi molto più elevati per decine sia di rivali che di alleati.
La Cina, la seconda economia mondiale, dovrà fronteggiare un nuovo dazio del 34%, che si aggiunge al 20% precedentemente imposto da Trump, il che significa che la tariffa reale su Pechino sarà del 54%. Le merci provenienti da India, Corea del Sud e Australia dovranno affrontare tariffe rispettivamente del 26%, 25% e 10%.
Sul fronte macroeconomico, è migliorato il settore dei servizi in Cina. Il PMI dei servizi elaborato da Caixin/S&P Global è infatti salito a quota 51,9 punti a marzo 2025 dai 51,4 precedenti. Il valore rimane sopra la soglia chiave dei 50 punti, che segnala una espansione dell’attività, e supera le attese degli analisti che indicavano un aumento a 51,5 punti.
A Tokyo, forte calo del Nikkei 225 (-3,19%); sulla stessa linea, perde terreno Shenzhen, che ritraccia dell’1,45%. Shanghai scende dello 0,21%.
In forte calo Hong Kong (-1,95%); sulla stessa tendenza, in rosso Seul (-1%). Pressoché invariato Mumbai (-0,31%); in discesa Sydney (-0,99%).
Sostanzialmente appiattita sui valori precedenti la seduta dell’Euro contro la valuta nipponica, che sta facendo un moderato -0,27%. Apprezzabile rialzo per l’Euro nei confronti della divisa cinese, in guadagno dello 0,96% sui valori precedenti. Rialzo marcato per l’Euro contro il Dollaro hongkonghese, che tratta in utile dell’1,01% sui valori precedenti.
Il rendimento dell’obbligazione decennale giapponese tratta 1,35%, mentre il rendimento del titolo di Stato decennale cinese è pari 1,79%.
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