(Teleborsa) – Forte volatilità del prezzo del petrolio dopo le nuove minacce all’Iran del presidente degli Stati Uniti. “Gli Stati Uniti colpiranno duramente l’Iran (la cui Marina, Aeronautica, Radar, Difesa antiaerea e tutte le altre forme di difesa, insieme alla maggior parte delle sue capacità offensive, sono state DISTRUTTE!), QUESTA NOTTE”, ha scritto in un post su Truth, aggiungendo che “in un futuro non troppo lontano, prenderemo l’isola di Kharg e altri punti strategici per le infrastrutture petrolifere, assumendo il controllo totale dei loro mercati del petrolio e del gas, proprio come abbiamo fatto con il Venezuela, cosa che sta funzionando brillantemente sia per il Venezuela che per gli Stati Uniti d’America”.
Il messaggio ha impattato immediatamente il prezzo del greggio: poco prima della dichiarazione sia il Brent che il Wti registravano ribassi intorno all’1%. Le parole di Trump hanno riportato il petrolio a salire rispetto al prezzo di chiusura di ieri con un rialzo di circa lo 0,5% per il Brent (tornato sopra i 93 dollari al barile) e del 0,7% il Wti (stabilmente sopra i 90 dollari al barile), per poi tornare a scendere intorno allo 0,2% e risalire sopra la parità in pochi minuti.
Gli USA hanno intanto bloccato una terza petroliera in una settimana nel Golfo dell’Oman: la M/T Jalveer, battente bandiera Guinea-Bissau, è stata colpita con due missili Hellfire dopo che l’equipaggio aveva ignorato le istruzioni del CENTCOM. Dall’avvio del blocco il 13 aprile, nove navi sono state disabilitate.
