(Teleborsa) – “Diversi membri” del Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) hanno osservato nell’ultima riunione che “la decisione era una close call e che non si sarebbero opposti a un aumento dei tassi” in quella riunione , “se tale opzione fosse stata sul tavolo”. Lo si legge nei verbali del meeting del 29-30 aprile.
Secondo questi membri, un aumento dei tassi di interesse in quella riunione “avrebbe inviato un segnale ancora più forte di determinazione a riportare l’inflazione al target in tempi brevi” e lo shock negativo dell’offerta era più pronunciato di quanto implicito nelle proiezioni dello staff di marzo e indicava un “possibile peggioramento delle strozzature dell’offerta, con pressioni inflazionistiche più diffuse e persistenti”. Questi membri hanno anche sottolineato le loro preoccupazioni riguardo agli effetti indiretti e di secondo livello.
Nonostante queste preoccupazioni, “tutti i membri si sono dichiarati favorevoli alla decisione di mantenere i tassi di interesse invariati, in quanto non vi era un’urgente necessità di un aumento dei tassi in questa riunione, a condizione che la comunicazione sottolineasse il fermo impegno del Consiglio direttivo a definire una politica monetaria che garantisca la stabilizzazione dell’inflazione al livello obiettivo nel medio termine”.
È stato evidenziato che le proiezioni di base dello staff di marzo erano condizionate da due rialzi dei tassi entro la fine dell’anno. Anche in base a queste ipotesi, si prevedeva che l’inflazione sarebbe rimasta leggermente al di sopra del target nel medio termine, e le proiezioni non tenevano conto dell’aumento dei prezzi del petrolio verificatosi dopo la riunione di marzo. Pertanto, era diventato sempre più probabile che adottare un approccio di “looking through” non fosse appropriato. Si è sostenuto che questa situazione spostasse l’attenzione principale sulla determinazione del momento più opportuno per un aumento dei tassi.
Focalizzandosi sulla comunicazione, i verbali riportano che non si “doveva dare l’impressione che il Consiglio direttivo fosse incline a ignorare lo shock dell’offerta”. I membri hanno sottolineato la “necessità di segnalare vigilanza e di comunicare che i rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita si erano intensificati, evitando al contempo riferimenti alla “piena” opzionalità. È stato ritenuto imperativo evitare l’impressione di essere compiacenti”.
