(Teleborsa) – Seduta in rialzo a Wall Street, dopo che sabato gli Stati Uniti hanno condotto un controverso raid per catturare il presidente venezuelano Nicolas Maduro, ora detenuto a New York e oggi in tribunale per accuse di traffico di droga. Per ora, il resto del governo Maduro rimane al potere, con la vicepresidente Delcy Rodriguez che assume la carica di leader ad interim. Rodriguez si è opposta alle richieste di Trump di collaborare con gli Stati Uniti, ma Trump ha minacciato che “pagherebbe un prezzo molto alto se non facesse ciò che è giusto”. Anche il Segretario di Stato Marco Rubio ha affermato che il prossimo leader venezuelano “dovrebbe essere allineato con gli interessi degli Stati Uniti”, sebbene le esatte affermazioni dell’amministrazione statunitense rimangano poco chiare.
Trump ha anche annunciato l’intenzione di far tornare in Venezuela le principali compagnie petrolifere statunitensi e ristrutturare le sue infrastrutture petrolifere degradate. Attualmente, Chevron è l’unica grande compagnia petrolifera statunitense che opera nel Paese. Le esportazioni di greggio del Venezuela sono limitate e invariate, mentre i potenziali effetti a lungo termine potrebbero essere più profondi, ma per ora molto incerti in quanto il Venezuela detiene una consistente riserva di petrolio inutilizzata, ma la sua produzione è ben lontana dai massimi pre-sanzioni e saranno necessari investimenti su larga scala e diversi anni per ottenere questi guadagni.
Un fattore da considerare è che il Venezuela è un membro fondatore dell’OPEC, il che significa che un aumento della produzione dovrebbe essere coordinato con le politiche del gruppo. Intanto, l’OPEC+ ha tenuto una breve riunione domenica e ha ribadito la decisione di novembre di mantenere i livelli di produzione di petrolio invariati fino a marzo.
“Non prevediamo importanti turbolenze di mercato dovute all’avversione al rischio né un’estensione del conflitto a livello regionale, considerata la rapidità dell’operazione e il suo successo nel rimuovere dal potere l’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro – ha commentato Thomas Mucha, Geopolitical Strategist di Wellington Management – Maduro è stato sostituito dalla sua vicepresidente, Delcy Rodríguez, figura più accomodante e nota per aver stabilizzato l’economia venezuelana. Ci aspettiamo un calo dei prezzi del petrolio e riteniamo che il mercato lo prezzi più rapidamente di quanto ci si potrebbe attendere. Anche se eventuali aumenti della produzione petrolifera venezuelana richiederanno tempi lunghi, data la condizione delle infrastrutture, i mercati petroliferi globali sono caratterizzati da un eccesso di offerta e gli operatori hanno già una visione negativa sui prezzi”.
Ottima performance per le big del petrolio come Exxon Mobil e Chevron, ma anche sulle società di servizi petroliferi come ConocoPhillips, Baker Hughes, SLB e Halliburton.
Tra gli annunci societari, il fornitore di servizi di ingegneria Jacobs Solutions ha dichiarato che acquisirà la quota rimanente non ancora posseduta nella società britannica PA Consulting per 1,216 miliardi di sterline (1,64 miliardi di dollari); L3Harris Technologies ha dichiarato che venderà circa il 60% delle sue attività di propulsione e sistemi di alimentazione spaziale alla società di private equity AE Industrial Partners per 845 milioni di dollari (debito incluso); QXO ha dichiarato che Apollo Global Management e altri investitori hanno concordato di investire 1,2 miliardi di dollari nella società guidata dal miliardario Brad Jacobs per sostenere le sue attività di acquisizione.
Guardando ai principali indici, il Dow Jones mostra una plusvalenza dello 0,79%; sulla stessa linea, scatto in avanti per l’S&P-500, che arriva a 6.897 punti. In rialzo il Nasdaq 100 (+0,8%); sulla stessa linea, leggermente positivo l’S&P 100 (+0,5%).
