(Teleborsa) – La Wellness urbana è stato uno dei punti trasversali agli incontri dedicati alla progettazione del verde, durante la decima edizione di Myplant & Garden. Praticamente tutti i progetti presentati durante tutta la kermesse estendono la funzione delle aree verdi al benessere ed alla cura della salute psicofisica della persona, evolvendo dalla visione decorativa tipica degli anni passati. Il progetto “Sottocasa”, presentato dallo studio Lombardini 22, cerca di fare un passo ulteriore verso la “salute della comunità”, realizzando uno spazio modulare che non cristallizza le esigenze della cittadinanza al periodo in cui il progetto viene effettivamente completato, ma cerca di avere una visione fluida e modulare, che consenta a chi vive l’ambiente di farlo a proprio modo, facendolo mutare coerentemente al mutare delle necessità della cittadinanza.
“Sotto Casa è un progetto di riqualificazione del Parco Baden Powell di Milano, un’area nel Municipio 6 dove Lombardini22 e Save the Planet APS sono promotori di un’iniziativa che vede il coinvolgimento attivo delle organizzazioni del territorio e della comunità che quotidianamente vive questo parco” ha spiegato Chiara Nogarotto, Social Value Community & ESG Lead di Lombardini22 “L’obiettivo è quello di realizzare un’area che sia realmente fruibile e sentita come propria dalle persone che abitano il territorio, affinché si possa stimolare un senso di cura e di interesse, anche attraverso la realizzazione di eventi e occasioni di socialità all’interno del parco. È un percorso che ha preso avvio già da tempo grazie a un approccio differente da parte dell’azienda Lombardini22, che si è fatta promotrice della socialità nel quartiere nell’ottica di prendersi cura di un bene comune. L’idea è quella di andare ‘oltre la propria soglia’, oltre il proprio portone, provando a comprendere i bisogni, le aspettative e i desideri di coloro che abitano il territorio”.
Altra caratteristica relativamente inedita del progetto è data dal fatto che il parco oggetto della riqualificazione non è un’area abbandonata o fatiscente, ma è attualmente inserito nella vita di quartiere, anche se lo sfruttamento del verde è relativamente più convenzionale. Progettare un’area nuova, che vada oltre la ristrutturazione della zona, è quindi una sorta di “sfida nella sfida”, che punta alla fluidità piuttosto che all’imposizione dall’alto di una singola visione paesaggistica, come ha spiegato Giacomo Rapaccini, Architect & Landscape Designer di Lombardini22: “Siamo partiti dai nostri tre pilastri fondamentali: sostenibilità, socialità e mobilità. Abbiamo cercato soluzioni che potessero rispondere a tali esigenze, non partendo da un semplice elenco di bisogni dei singoli, ma creando una visione corale. L’area potrà essere riempita da contenuti sempre diversi negli anni, costruiti insieme a scuole di teatro, associazioni culturali e istituti scolastici, dando la possibilità di vivere lo spazio appieno secondo le proprie necessità. Siamo partiti dai principi base della forestazione urbana, mantenendo un alto livello di sostenibilità ambientale. Trattandosi di un’area pubblica, non volevamo una ‘mano rigida’ o un processo top-down, ma preferiamo un percorso che sia possibile modificare nel tempo. L’area è molto grande e, con gli anni, l’aspetto del progetto potrà sicuramente evolvere e cambiare”.
(Foto: Il logo del progetto)
