(Teleborsa) – Si amplificano le vendite a Wall Street in un clima dominato dall’incertezza sulla politica commerciale degli Stati Uniti in scia alle nuove mosse tariffarie del presidente Donald Trump. Dopo che venerdì scorso la Corte Suprema Usa ha annullato i dazi d’emergenza di Trump, lo stesso presidente non ha esitato ad annunciarne uno nuovo del 10% sul resto del mondo, per poi alzarlo al 15% sabato.
In un post sul social Truth, il presidente Trump ha detto che qualsiasi Paese che voglia “fare giochetti” dopo la sentenza sui dazi della Corte Suprema degli Stati Uniti si troverà ad affrontare dazi molto più elevati. “Qualsiasi Paese voglia ‘fare giochetti’ con la ridicola decisione della Corte Suprema, soprattutto quelli che hanno ‘derubato’ gli Stati Uniti per anni, e persino decenni, andrà incontro a dazi molto più alti, e peggiori, rispetto a quelli concordati di recente. SIETE STATI AVVERTITI!!!”, ha scritto su Truth.
Intanto, sul fronte della politica monetaria, in un evento a Washington con la National Association for Business Economics, il governatore della Federal Reserve, Christopher Waller, ha affermato che la sua decisione di sostenere o meno un taglio dei tassi di interesse alla prossima riunione del FOMC del 17-18 marzo dipenderà dai prossimi dati sul mercato del lavoro.
Sul fronte macro, sono giunti segnali di miglioramento per la crescita dell’attività economica americana a gennaio. L’indice FED Chicago sull’attività nazionale (CFNAI) è salito a +0,18 punti da -0,15 a dicembre (rivisto da -0,21 punti).
Migliora anche l’attività delle fabbriche nel Distretto di Dallas, nel mese di gennaio, secondo quanto segnalato dai dirigenti aziendali che hanno risposto al Texas Manifacturing Outlook Survey. L’indice generale manifatturiero, elaborato dalla Federal Reserve di Dallas, si è portato a -1,2 punti rispetto ai -11,3 punti del mese precedente (rivisto al ribasso da -10,9 punti).
Di contro, a dicembre sono calati oltre le attese gli ordinativi all’industria statunitensi, segnando un decremento dello 0,7% dopo l’aumento del 2,7% riportato a novembre, contro il -0,4% stimato dal consensus.
Sull’equity, da segnalare gli acquisti su Eli Lilly in scia al tonfo della danese Novo Nordisk che ha annunciato che il suo farmaco sperimentale contro l’obesità, CagriSema, non ha raggiunto l’endpoint primario in uno studio volto a dimostrare la non inferiorità rispetto alla Tirzepatide della concorrente statunitense.
La startup finlandese di calcolo quantistico IQM ha annunciato l’intenzione di diventare una delle prime aziende europee quotate in borsa nel settore, grazie alla fusione con la SPAC Real Asset Acquisition. L’accordo di fusione porterà IQM a quotarsi come American Depositary Shares (ADS) su una delle due principali borse valori statunitensi.
Guardando agli indici di Wall Street, il Dow Jones è in calo (-1,48%) e si attesta su 48.892 punti; sulla stessa linea, perde terreno l’S&P-500, che retrocede a 6.839 punti, ritracciando dell’1,02%. In discesa anche il Nasdaq 100 (-1,26%); sulla stessa linea, negativo l’S&P 100 (-0,87%).
Nell’S&P 500, buona la performance dei comparti beni di consumo per l’ufficio (+1,10%), sanitario (+0,88%) e energia (+0,44%). Tra i più negativi della lista dell’S&P 500, troviamo i comparti finanziario (-3,17%), beni di consumo secondari (-2,80%) e beni industriali (-1,42%).
Al top tra i giganti di Wall Street, Procter & Gamble (+2,34%), Verizon Communication (+1,47%), Amgen (+1,37%) e Apple (+1,23%).
Le più forti vendite, invece, si manifestano su American Express, che prosegue le contrattazioni a -7,87%.
Pessima performance per Salesforce, che registra un ribasso del 5,39%.
Sessione nera per JP Morgan, che lascia sul tappeto una perdita del 4,90%.
In perdita Nike, che scende del 4,81%.
Tra i protagonisti del Nasdaq 100, Paypal (+6,94%), Mondelez International (+2,24%), Baker Hughes Company (+2,21%) e T-Mobile US (+1,91%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su CrowdStrike Holdings, che continua la seduta con -10,15%.
Pesante Datadog, che segna una discesa di ben -9,95 punti percentuali.
Seduta negativa per Zscaler, che scende del 9,85%.
Sensibili perdite per AppLovin, in calo del 9,34%.
