(Teleborsa) – Non tende ad attenuarsi la crisi in Medio Oriente che si è trasformata in una guerra totale. Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando dalla Casa Bianca, ha confermato la prosecuzione di operazioni militari su vasta scala in Iran, rivendicando con orgoglio la passata decisione di annullare l’accordo nucleare dell’era Obama, definito un documento “orribile e pericoloso”. La strategia di Washington mira al soffocamento totale della minaccia iraniana. Trump ha descritto l’Iran come un pericolo “colossale” capace di minacciare direttamente il suolo americano con i propri missili.
Il blitz, iniziato sabato da Israele con il supporto della portaerei USS Gerald Ford, ha portato alla morte della guida spirituale Ali Khamenei. Trump ha avvertito che, sebbene le previsioni iniziali parlassero di 4-5 settimane, gli Stati Uniti possiedono le capacità per “andare avanti molto più a lungo”. “Continuiamo con determinazione per soffocare la minaccia, prevarremo”, ha aggiunto.
L’instabilità bellica ha scatenato un’ondata di vendite che ha colpito duramente il settore dei viaggi, con una perdita record di 22,6 miliardi di dollari in un solo giorno. La chiusura degli hub di Dubai e Doha e il blocco degli spazi aerei rappresentano il test più duro per l’aviazione dalla pandemia. A Wall Street, titoli come American Airlines e United Airlines cedono oltre il 6%, mentre in Europa colossi come TUI e Lufthansa registrano crolli vicini al 10%. Secondo l’analisi di Equita, il mercato sta effettuando un repricing selettivo del rischio: se da un lato soffrono i comparti industriale e consumer a causa dei costi logistici, dall’altro i settori della difesa e dell’energia mostrano una chiara tendenza al rialzo.
Il fronte energetico è il più critico. La ritorsione dei Pasdaran attraverso la chiusura dello Stretto di Hormuz ha paralizzato il transito di circa un quinto del greggio mondiale. Centinaia di petroliere e portacontainer di giganti come Maersk sono bloccate o costrette a rotte alternative più lunghe. I futures sul gas naturale europeo sono schizzati del 50%, spinti anche dalla decisione di QatarEnergy di fermare la produzione di GNL dopo gli attacchi ai propri impianti. Ad aggravare la situazione è l’impennata del prezzo del petrolio, salito fino al 13%. La Commissione Europea ha risposto attivando una Energy Task Force in collaborazione con l’Agenzia Internazionale dell’Energia per monitorare quotidianamente l’evoluzione di prezzi e forniture, nel tentativo di proteggere i cittadini dagli effetti della carenza di gas liquefatto proveniente dal Golfo.
Nel frattempo, l’Unione Europea si sta muovendo su più fronti per arginare le conseguenze del conflitto. In una nota la Commissione Ue ha fatto sapere che il Security College sta monitorando gli effetti a catena degli eventi iraniani, con la Commissione impegnata a sostenere gli Stati membri negli sforzi di evacuazione e rimpatrio attraverso il Meccanismo di protezione civile dell’UE. Particolare attenzione è rivolta alla sicurezza interna, con una vigilanza rafforzata in coordinamento con Europol per prevenire rischi sul territorio europeo. Parallelamente,
Bruxelles ha infine intensificato il coordinamento con compagnie aeree e marittime per gestire le interruzioni dei trasporti nel Mar Rosso e nello Stretto di Hormuz, monitorando al contempo i flussi migratori in collaborazione con le agenzie ONU per far fronte a potenziali crisi umanitarie derivanti dall’escalation.
