(Teleborsa) – I colloqui fra Stati Uniti ed Iran, nell’ambito dell’intervento diplomatico del Pakistan, potrebbero riprendere entro un paio di giorni, a Islamabad o in un luogo diverso.
La Casa Bianca ha affermato di esser stata contattata dai negoziatori di Teheran per intrattenere, prima del cessate il fuoco, un nuovo round di trattative a Islamabad, dopo il tentativo fallito lo scorso weekend. Ma il presidente americano Donald Trump ha fatto sapere che avrebbe in mente “un altro luogo” diverso dal Pakistan per i nuovi negoziati.
Frattanto, secondo il New York Times, l’Iran avrebbe offerto agli USA uno stop di 5 anni ai suoi piani di arricchimento dell’uranio, contro i 20 anni richiesti dalla delegazione americana. Un’offerta che sarebbe stata categoricamente respinta. Altro elemento di divisione dei negoziati tenuti lo scorso weekend, la possibilità di rimuovere l’uranio altamente arricchito dall’Iran, ma a proposta americana è stata rigettata dai negoziatori iraniani, che hanno offerto, come seconda soluzione, la possibilità di diluirlo in modo significativo in modo da non poter essere usato per la produzione di un’arma nucleare.
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio, intanto, ospita a Washington i colloqui diretti tra Israele e Libano, per giungere ad un cessate il fuoco e ad un accordo di pace tra i due Paesi. L’accordo, secondo Axios, prevede anche il disarmo di Hezbollah, che afferma “non rispetteremo gli accordi presi tra Libano e Israele”.
Anche la Cina si sta impegnando per un cessate il fuoco in Medio Oriente. Il presidente Xi ha presentato al principe ereditario emiratino Bin Zayed un piano in 4 punti per la pace, che prevede il rispetto del principio della coesistenza pacifica, del principio della sovranità nazionale, del principio dello Stato di diritto internazionale e del coordinamento tra sviluppo e sicurezza.
Pechino ha anche definito “pericoloso e irresponsabile” il blocco dello Stretto di Hormuz minacciato da Trump. “Se le navi di Teheran violano lo stop saranno eliminate” ha affermato il tycoon, imponendo restrizioni alle sole navi dirette in porti iraniani o partite da porti iraniani.
La possibilità di una ripresa dei negoziati fra Teheran e Washington ha indubbiamente dato una boccata d’ossigeno ai mercati, che chiudono in rialzo, con Milano in vantaggio dell’1,36%, mentre a New York il Nadsaq guadagna ‘1,5% ed il Dow Jnes lo 0,6%. In calo il prezzo del petrolio, con il Brent per consegna giugno che si porta a 94,92 dollari al barile, in ribasso del 4,5%. Stessa impostazione per il WTI che scende a 92 dollari al barile, in calo di oltre il 7%.
