(Teleborsa) – L’innovazione sostenibile nell’ambiente costruito promuove la capacità di utilizzare in modo differente il patrimonio già esistente. REbuild 2026 parte dalla consapevolezza che non sia necessario attendere risorse inedite, ma riattivare i patrimoni pubblici e privati inutilizzati e valorizzare strumenti finanziari e tecnologie digitali per generare visioni capaci di unire quadri regolativi e processi operativi. A parlare è Ezio Micelli, presidente del comitato scientifico di REbuild, il primo evento italiano sull’innovazione sostenibile dell’edilizia e del real estate, organizzato da Riva del Garda Fierecongressi e giunto alla sua 12° edizione.
Secondo Micelli, il tema della casa è diventato europeo e “viene declinato in tutti i Paesi con alcune varianti, ma ha una dimensione continentale. Lo affronta anche il nostro Paese dove, paradossalmente, a fronte di una popolazione stabile e di 9,5 milioni di abitazioni non occupate, conosciamo oggi un grande problema, soprattutto nei grandi sistemi metropolitani in cui l’accesso alla casa sembra drenare una quantità di risorse assolutamente non sostenibile. Abbiamo un problema sia di cittadinanza ferita, perché le persone che non possono più vivere a Milano, a Roma, a Napoli, o in centri di medie dimensioni, sentono una profonda ferita rispetto alla loro condizione di cittadinanza, ma abbiamo anche un problema di competitività. Non possiamo permetterci il lusso di tenere fuori le persone dai luoghi che sono il cuore della crescita e dello sviluppo del nostro Paese. Si tratta di una sfida che tiene insieme valori di cittadinanza, crescita e sviluppo, in un contesto in cui quella che in inglese chiameremmo affordability diventa sempre più un miraggio e non più qualcosa di tangibile e concreto”.
Per rispondere a questa emergenza, è necessario fare ricorso a capitali pazienti che accettino un profilo di basso rischio e un conseguente basso rendimento, così da rendere disponibile un importante capitale per questo tipo di operazioni. Sussiste inoltre un problema di regolazione, per cui è necessario tornare a immaginare che i piani urbanistici siano coerenti con le necessità di reperire, ad esempio, nuove aree a costo zero per lo sviluppo di programmi abitativi. Si riscontra infine un problema legato alla costruzione: occorre imparare a operare diversamente, ibridando le costruzioni con la manifattura per giungere a una riduzione dei costi mantenendo, se non migliorando, la qualità delle opere.
Tutti questi elementi devono comporsi all’interno di un sistema e, secondo Micelli, non possono essere trattati separatamente; devono configurarsi come una dimensione di cambiamento in cui le diverse componenti concorrono a dare qualità al futuro dei quartieri e delle città. La sfida riguarda sia aspetti di carattere puntuale, come la finanza, la regolazione e le costruzioni, sia la necessità di portare a un risultato sistemico e di sintesi affinché i nuovi quartieri rappresentino lo sviluppo desiderato per la città.
La dodicesima edizione di REbuild si apre con una collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento, attraverso il progetto Orizzonti dell’Abitare in Trentino, proprio per delineare la filiera dell’abitare per i prossimi vent’anni e sottolineare l’importanza del tessuto di città. A intervenire è Simone Marchiori Assessore alle politiche per la casa, patrimonio, demanio e promozione della conoscenza dell’Autonomia e spiega come REbuild affronta il paradosso di un Paese con 9,5 milioni di case sfitte a fronte di una crisi abitativa metropolitana, proponendo con Orizzonti dell’Abitare in Trentino soluzioni sistemiche tra finanza, urbanistica e innovazione costruttiva. REbuild è la piattaforma dedicata all’innovazione sostenibile dell’ambiente costruito che riunisce i protagonisti della filiera immobiliare per delineare i nuovi scenari del mercato.
