(Teleborsa) – Si è conclusa al Centro Congressi di Riva del Garda la dodicesima edizione del primo evento italiano dedicato all”innovazione sostenibile dell”ambiente costruito. Un”edizione particolarmente partecipata e interamente focalizzata su uno dei dossier più urgenti dei prossimi anni: la questione abitativa.
Durante l’evento di chiusura, Alessandra Albarelli, Direttrice Generale di Riva del Garda Fierecongressi, ha dichiarato: “torniamo da questa esperienza come da un viaggio in Europa, con un patrimonio di conoscenze e strumenti in più, in grado di offrire un quadro maturo delle soluzioni possibili, utili per lavorare meglio anche nel nostro Paese. Le esperienze condivise dimostrano che quella che oggi definiamo emergenza abitativa può trovare risposte concrete attraverso competenze, collaborazione e capacità di mettere a sistema le migliori pratiche”.
A REbuild è infatti emersa con chiarezza una convinzione condivisa da tutta la community: la casa non può più essere interpretata come un semplice prodotto immobiliare, ma come un ecosistema di servizi, relazioni e opportunità, in grado di incidere sulla qualità della vita, sulla competitività dei territori e sulla coesione sociale. Un cambiamento di prospettiva profondo, alimentato da trasformazioni demografiche, sociali ed economiche che stanno ridefinendo bisogni, aspettative e modelli dell”abitare contemporaneo.
Lo squilibrio geografico tra domanda e offerta, l’insostenibilità economica che mina il senso di cittadinanza, i tempi e la complessità dei procedimenti urbanistica, la transizione verso un’edilizia industrializzata e il reperimento di “capitali pazienti” sono stati i temi principali di confronto presentati in apertura da Ezio Micelli, Presidente del Comitato Scientifico di REbuild, poi sviluppati attraverso i cinque pilastri chiave – Politiche, Capitali, Regole, Costruire, Abitare – attorno ai quali si è svolto il confronto organizzato da REbuild per dare una lettura sistemica della questione abitativa.
Il messaggio emerso è chiaro: affrontare la sfida dell”housing richiede la capacità di coniugare competenze, saperi e filiere diverse in una visione comune. Politiche pubbliche, finanza, progettazione, costruzioni, manifattura, digitalizzazione e processi gestionali non possono più operare per compartimenti stagni ma devono contribuire a costruire un modello integrato, capace di tradurre innovazione e sostenibilità in soluzioni concrete, replicabili e accessibili.
È proprio questa convergenza tra conoscenze, strumenti e capacità realizzative ad aver rappresentato il cuore di “Housing Remix”, tema guida dell”edizione 2026: un percorso che ha messo in dialogo istituzioni, imprese e investitori per delineare una nuova stagione dell”abitare, fondata sulla collaborazione e sulla capacità di leggere il cambiamento come occasione di trasformazione strutturale per il Paese.
Secondo Ezio Micelli “il punto di partenza si trova guardando oltre i confini nazionali, dove capitali come Madrid e Vienna si impongono ormai come riferimenti imprescindibili, modelli capaci di far dialogare in modo integrato i tre motori dello sviluppo urbano: la pianificazione, i mercati finanziari e la filiera delle costruzioni. Ma la sfida lanciata da REbuild non è un invito alla copia acritica. L’Italia possiede già gli anticorpi e le competenze per reagire, con pratiche virtuose di riqualificazione del patrimonio e strumenti amministrativi innovativi che già si rintracciano nell’azione di molti attori della pubblica amministrazione e del terzo settore”.
Negli incontri è emersa una visione condivisa: affrontare la crisi abitativa richiede un approccio integrato che coinvolga finanza, costruzioni e istituzioni. La finanza punta a investimenti più responsabili e sostenibili nel lungo periodo; il settore delle costruzioni si mostra aperto all’innovazione; le amministrazioni pubbliche lavorano invece a norme più efficaci e rapide, rafforzando il dialogo con gli attori della filiera per rispondere all”urgenza abitativa.
Prova concreta di questo approccio è il progetto pionieristico “Orizzonti dell”abitare in Trentino”, un modello partecipativo sviluppato dalla Provincia autonoma di Trento in collaborazione con REbuild per accompagnare la definizione della nuova legge provinciale sulla casa. “L’accordo con l”assessorato provinciale alle politiche per la casa – ha evidenziato il Presidente di Riva del Garda Fierecongressi, Roberto Pellegrini – rappresenta per noi un importante valore aggiunto, perché conferma quanto sia fondamentale fare rete tra enti, istituzioni e tutti gli stakeholder coinvolti sul tema dell’abitare. Siamo orgogliosi che il modello di innovazione sostenibile promosso da REbuild possa diventare oggi uno strumento operativo a supporto della definizione delle future politiche abitative provinciali”.
Restando in tema di ecosistema e connessioni sociali, REbuild ha ospitato anche la firma di un protocollo d’intesa tra ANACI, Croce Rossa Italiana (CRI) e SIMA per avviare un progetto innovativo sull’abitare che prevede la trasformazione dei condomìni in presìdi di prossimità sanitaria e sociale, con attività di telemedicina, teleassistenza, monitoraggio e supporto per anziani e persone fragili.
REbuild ha anche ospitato numerosi Workshop, con un taglio più pratico e partecipativo rispetto alle “normali” conferenze. Dalle diverse sessioni è emerso con chiarezza come la sostenibilità ambientale e i criteri ESG non rappresentino più un ambito parallelo, ma una componente strutturale del modo di progettare, costruire e abitare. La sfida successiva riguarda la piena integrazione di questo valore nei modelli economici, immobiliari e finanziari, rendendolo un parametro effettivo di valutazione e sviluppo.
In questo contesto, la finanza assume un ruolo abilitante essenziale; come leva per rendere possibili operazioni complesse, è chiamata a misurarne la fattibilità e a costruire scenari di investimento credibili e sostenibili nel tempo. Una finanza in grado di dialogare con l”interesse pubblico può contribuire in modo decisivo a trasformare la casa in una infrastruttura sociale, economica e urbana.
(Foto: Un momento della cerimonia di chiusura di REbuild)
