(Teleborsa) – Lo shock dei prezzi dell’energia torna al centro dell’agenda europea e la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde fissa i paletti per la risposta fiscale dei governi dell’area euro. Nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo informale di Nikosia, Lagarde ha sottolineato che le misure per contrastare la crisi devono rispettare i principi delle ‘tre T’: temporanee, mirate e calibrate su misura (‘temporary’, ‘targeted’ e ‘tailored’). La numero uno dell’Eurotower ha avvertito che qualsiasi deviazione da questi tre principi finirebbe per essere dannosa e porterebbe di conseguenza a orientamenti diversi di politica monetaria.
Il messaggio è esplicito: stimoli fiscali generalizzati o non temporanei rischierebbero di alimentare le pressioni inflazionistiche di secondo impatto, costringendo Francoforte a una stretta monetaria aggiuntiva. Un richiamo che si inserisce nel quadro già delineato dalla Bce nelle scorse settimane, quando l’istituto aveva osservato che le implicazioni del conflitto per l’inflazione a medio termine e l’attività economica dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock sui prezzi dell’energia, nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto.
Il messaggio dell’Eurogruppo conferma quindi un orientamento europeo che intende evitare gli errori del 2022: sostegno sì, ma chirurgico. La prossima riunione del Consiglio direttivo della Bce sarà il vero banco di prova per misurare la coerenza tra azione fiscale dei governi e risposta monetaria di Francoforte.
Sul fronte della politica monetaria, la presidente della Bce ha confermato un approccio prudente ma vigile., non offrendo alcuno spunto sulle mosse future. “Siamo impegnati a definire la politica monetaria in modo da garantire che l’inflazione si stabilizzi in modo duraturo al nostro obiettivo del 2% nel medio termine e, per quelli di voi che vorrebbero ricevere indicazioni su ciò che faremo l’11 giugno, mi dispiace dire che non avrete molte indicazioni da parte mia, perché continueremo a seguire un approccio dipendente dai dati e riunione per riunione”, ha sottolineato.
Nella precedente conferenza stampa, Lagarde aveva sottolineato che era stato discusso a lungo e in profondità un possibile rialzo dei tassi, ma si era poi deciso all’unanimità di restare fermi, con un’economia che si sta allontanando dallo scenario di base delle proiezioni Bce, ma il prolungarsi della crisi ha alimentato la convinzione che l’Eurotower non resterà ancora fermo a giugno.
