(Teleborsa) – Giornata negativa per Piazza Affari e le altre principali Borse europee.
Focus sull’agenda macro: l’Istat ha confermato nei dati definitivi la stima preliminare sull’inflazione: a giugno, l’indice nazionale dei prezzi al consumo ha registrato una variazione congiunturale nulla e una tendenziale del +3,0%, in rallentamento dal +3,2% di maggio.
Sempre nel nostro Paese, l’istituto indica per maggio una crescita congiunturale più ampia per le importazioni (+1,5%) rispetto alle esportazioni (+0,2%), con quest’ultime sintesi di un aumento delle vendite verso l’area extra UE (+0,8%) e di una riduzione verso l’area UE (-0,4%). Nel trimestre marzo-maggio, rispetto al precedente, l’export cresce del 4,6% e l’import del 7,2%. Su base annua, l’export cresce del 4,1% in valore ma si riduce del 2,4% in volume, con la crescita monetaria più sostenuta verso i mercati extra UE (+6,8%) rispetto a quelli UE (+1,7%). L’import registra una crescita tendenziale del 7,3% in valore – molto più intensa per l’area extra UE (+15,5%) rispetto a quella UE (+1,3%) – mentre in volume diminuisce del 2,5%.
Allargando l’orizzonte all’Eurozona, aumenta il deficit della bilancia commerciale a maggio, registrando un passivo di 7,8 miliardi di euro, rispetto al disavanzo di 1,2 miliardi di aprile e al surplus di 15 miliardi di giugno 2025. Il dato si confronta con i 2,8 miliardi di surplus attesi dagli analisti.
Sullo sfondo, persistono i timori in Medioriente e le nuove tensioni a livello commerciale mentre gli operatori restano intenti a valutare le trimestrali e se gli investimenti in intelligenza artificiale si tradurranno in risultati concreti e sostenibili nel medio-lungo periodo.
Sostanzialmente stabile l’euro / dollaro USA, che continua la sessione sui livelli della vigilia e si ferma a 1,146. Perde terreno l’oro, che scambia a 4.026,9 dollari l’oncia, ritracciando dello 0,83%. Il Petrolio (Light Sweet Crude Oil) continua la seduta poco sotto la parità con una variazione negativa dello 0,21%.
Sale lo spread, attestandosi a +80 punti base, con un incremento di 3 punti base, con il rendimento del BTP decennale pari al 3,93%.
Tra le principali Borse europee scivola Francoforte, con un netto svantaggio dello 0,79%, sostanzialmente debole Londra, che registra una flessione dello 0,31%, e in rosso Parigi, che evidenzia un deciso ribasso dello 0,84%.
Si muove in frazionale ribasso Piazza Affari, con il FTSE MIB che sta lasciando sul parterre lo 0,65%; sulla stessa linea, si posiziona sotto la parità il FTSE Italia All-Share, che retrocede a 54.722 punti.
In frazionale calo il FTSE Italia Mid Cap (-0,66%); con analoga direzione, in ribasso il FTSE Italia Star (-0,83%).
In cima alla classifica dei titoli più importanti di Milano, troviamo Fincantieri (+0,91%), Mediobanca (+0,81%) e Unicredit (+0,69%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su STMicroelectronics, che continua la seduta con -3,87%.
Spicca la prestazione negativa di Prysmian, che scende del 3,35%.
Leonardo scende del 2,53%.
Calo deciso per Brunello Cucinelli, che segna un -2,19%.
Tra i migliori titoli del FTSE MidCap, De’ Longhi (+3,81%) dopo che Goldman Sachs ne ha avviato la copertura con “Buy” e target price di 51 euro, Intercos (+2,96%), Acea (+2,08%) e Interpump (+1,65%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su Sesa, che continua la seduta con -12,86% dopo i conti e il nuovo piano industriale.
Tonfo di Technoprobe, che mostra una caduta del 4,90%.
Lettera su LU-VE Group, che registra un importante calo del 4,46%.
Scende WIIT, con un ribasso del 4,37%.
