(Teleborsa) – La Riksbank, la banca centrale della Svezia, ha deciso di mantenere invariato il tasso di riferimento all’1,75%. Tuttavia, l’attività economica è più sostenuta e gli shock dell’offerta persistono. Il Consiglio direttivo ritiene pertanto che, “in futuro, il tasso di riferimento debba essere aumentato in misura maggiore rispetto a quanto previsto nelle stime di giugno, al fine di stabilizzare l’inflazione attorno al 2%”.
“Qualora le prospettive per l’inflazione e l’attività economica rimanessero invariate, si prevede che i rialzi del tasso di riferimento avranno inizio nel corso di quest’anno“, viene sottolineato nel comunicato della banca centrale.
In agosto, l’inflazione svedese è risultata in linea con le previsioni formulate dalla Riksbank a giugno. Il tasso di inflazione rilevato è basso, principalmente a causa degli effetti diretti di misure temporanee di politica fiscale; al netto di tali effetti, l’inflazione si colloca su livelli relativamente vicini al 2%. Gli indicatori segnalano pressioni inflazionistiche ancora superiori alla norma e si prevede un aumento dell’inflazione nel breve periodo. Nel secondo trimestre il PIL è cresciuto più del previsto, sebbene tale dinamica sia attribuibile, in parte, a fattori temporanei. Parallelamente, la ripresa economica appare diffusa e il clima di fiducia nel sistema economico è ulteriormente migliorato; gli indicatori segnalano inoltre segnali di miglioramento nel mercato del lavoro.
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