(Teleborsa) – C’è grande attesa per l’incontro fra il Presidente americano Donald Trump e ed il leader cinese Xi Jinping, in calendario giovedì prossimo, 24 settembre, a Washington, nell’ambito di una visita che durerà tre giorni dal 23 al 25 settembre. Un incontro che è stato preceduto da un pre-vertice fra il vicepremier cinese He Lifeng, il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent ed il rappresentante per il Commercio Jamieson Greer.
L’obiettivo di Trump è stabilizzare le relazioni commerciali con Pechino ed, eventualmente, conseguire vantaggi di carattere economico, anche se vi sono temi “critici” che potrebbero vedere le due parti divise, come avvenuto all’ultimo vertice in Cina, svoltosi lo scorso mese di maggio. Fra questi, la leadership nell’intelligenza artificiale, la questione di dazi e sanzioni, terre rare, guerra in Iran e il capitolo Taiwan.
A complicare le cose c’è l’imminenza delle elezioni midterm in Usa, che vedono Trump, già molto giù nei sondaggi elettorali, scarsamente disposto a fare concessioni e teso invece ad ottenere il più possibile dalla controparte asiatica. Una posizione che di certo non facilita i colloqui fra i due leader, che mantengono posizioni abbastanza distanti si alcune tematiche.
Sul fronte commerciale, i due leader tenteranno di consolidare la “fragile tregua” raggiunta, anche se non mancano le ritorsioni commerciali scambi di accuse reciproche. I due leader cercheranno di stabilizzare ed eventualmente prorogare l’accordo temporaneo raggiunto in Svizzera, in scadenza il prossimo 10 novembre, in base al quale la Cina ha accettato di sospendere i controlli sulle esportazioni di terre rare e di acquistare prodotti agricoli statunitensi, in cambio dell’impegno degli Stati Uniti a ridurre alcuni dazi e sospendere altre misure di ritorsione commerciale. Una de-escalation rispetto al periodo più critico della guerra commerciale, quando gli Usa avevano imposto dazi del 145% sui prodotti cinesi e la Cina aveva risposto con tariffe del 125%, ma comunque penalizzanti per il commercio fra le due maggiori economie mondiali, dal momento che secondo alcuni studi, l’aliquota tariffaria applicata dai due Paesi nell’interscambio ha superato il 30%.
Altro tema clou lo sviluppo tumultuoso dell’intelligenza artificiale, ambito in cui Stati Uniti e Cina sono in competizione. Trump punta al dominio ed alla superiorità economica degli Usa nell’IA e punta ad una totale deregolamentazione, nonostante gli allarmi sui rischi lanciati di recente dai Ceo del settore. Stando alle ultime dichiarazioni del Segretario Bessent, tuttavia, la posizione liberista di Trump si è un po’ attenuata negli ultimi giorni, proprio per favorire i colloqui con Xi e permettere alle delegazioni di avviare un dialogo sul tema e raggiungere un accordo in base al quale condividere le informazioni circa gli incidenti legati all’intelligenza artificiale.
