(Teleborsa) – Goldman Sachs prevede che il 2026 sarà un anno migliore per l’economia dell’eurozona rispetto al 2025, grazie all’espansione fiscale tedesca, alla riduzione delle tensioni tariffarie globali e alla resilienza della spesa al consumo. Detto questo, la banca d’affari statunitense stima solo un lieve miglioramento della crescita, poiché l’Europa si trova ad affrontare notevoli ostacoli strutturali derivanti dalla concorrenza delle esportazioni cinesi e dalla debole crescita potenziale. Di conseguenza, prevede una crescita dell’area euro dell’1,3% quest’anno, con un incremento dell’1,4% Q4/Q4 (in leggero aumento rispetto al ritmo dell’1,3% del 2025), ma sostanzialmente simile al consensus.
Si tratta di una crescita superiore a quella del Regno Unito (+0,9% di media nel 2026 vs +1,4% nel 2025), ma ben inferiore a Stati Uniti (+2,7% nel 2026 vs +2,1% nel 2025) e intero mondo (+2,8% nel 2026, uguale all’anno scorso), secondo la ricerca firmata dagli economisti europei della banca, tra cui l’italiano Filippo Taddei.
Goldman Sachs prevede che tre fattori principali guideranno la ripresa ciclica. In primo luogo, lo stimolo fiscale della Germania è destinato a fornire una spinta significativa, compensando le politiche restrittive altrove e determinando un impulso fiscale neutrale in tutta l’area. In secondo luogo, prevede che l’impatto negativo delle tensioni commerciali globali diminuirà, con l’attenuarsi degli ostacoli derivanti dai dazi e dall’incertezza. In terzo luogo, si aspetta che una robusta spesa al consumo, sostenuta da una crescita del reddito superiore all’inflazione. Il calo dei prezzi dell’energia, potenzialmente dovuto a un cessate il fuoco in Ucraina, potrebbe ulteriormente sostenere i consumi. Detto questo, è probabile che questo miglioramento ciclico sia frenato da significativi venti contrari strutturali. In particolare, viene citata la rinnovata spinta all’export cinese che peserà sul commercio europeo attraverso l’aumento delle importazioni e una maggiore concorrenza all’export, in particolare in Germania e Italia. La “crescente concorrenza con la Cina rafforza i venti contrari strutturali interni, tra cui gli elevati costi energetici, la carenza di investimenti nei settori high-tech, gli oneri normativi e i cambiamenti demografici”, si legge nella ricerca.
I mercati del lavoro nell’area dell’euro rimangono stabili, con tassi di disoccupazione che dovrebbero mantenersi prossimi ai minimi storici nei prossimi trimestri. Viene previsto un rallentamento della crescita salariale con la stabilizzazione dei redditi reali, allineandosi all’obiettivo di inflazione del 2% nel medio termine. L’inflazione di fondo è stata più solida di recente, ma dovrebbe scendere leggermente al di sotto del 2% entro la fine del 2026, influenzata da un euro più forte e dai prezzi dell’energia più bassi. Ciononostante, Goldman Sachs ritiene che i fattori di base dell’inflazione – crescita salariale e aspettative di inflazione – siano coerenti con l’obiettivo del 2%. Le previsioni di crescita della banca d’affari rimangono superiori a quelle della BCE, ma sono leggermente più deboli per l’inflazione, a sostegno dell’aspettativa che i tassi rimangano stabili nel 2026. “Ulteriori tagli sono possibili, ma richiederebbero un chiaro catalizzatore a questo punto, sia attraverso un deterioramento significativo delle prospettive di attività o un’inflazione al di sotto del livello previsto più marcatamente – scrivono gli economisti – Aumenti dei tassi sarebbero appropriati solo se emergessero significative pressioni inflazionistiche guidate dalla domanda o se uno shock generasse una deviazione ampia o persistente dell’inflazione dall’obiettivo”.
Quest’anno, secondo Goldman Sachs, “gli investitori si concentreranno su diverse questioni politiche“. A livello nazionale, queste includono l’implementazione della politica fiscale e il programma di riforme della Germania, i rischi fiscali e politici persistenti della Francia e la continua resilienza e trasformazione strutturale dell’Europa meridionale. Viene sottolineato che l’Europa meridionale ha nuovamente sovra-performato il resto dell’area euro, in particolare nel 2025, e gli investitori stanno valutando se la resilienza economica continuerà. “Una politica fiscale prudente è diventata una caratteristica della regione, generando alcuni dei saldi di bilancio più elevati dell’area euro”, si legge nella ricerca. Con il calo dei rischi fiscali e politici e il sostegno del Fondo europeo per la ripresa che si estende fino al 2026, viene previsto che gli investimenti rimarranno resilienti. Anche Spagna, Portogallo e Grecia stanno attraversando trasformazioni strutturali, con una quota crescente di servizi ad alto valore aggiunto come servizi professionali, finanza e tecnologia dell’informazione, soprattutto in Spagna. Tuttavia, la crescita della produttività è ancora eterogenea, con un certo deterioramento in Italia e solo i primi segnali di miglioramento altrove.
Analizzando i singoli Paesi, Goldman Sachs stima una ripresa significativa in Germania (1,1% vs +0,3% nel 2025), una crescita tendenziale in Francia (1,2% vs 0,9%) e Italia (0,7% vs 0,6%) e una continua forza in Spagna (2,4% vs 2,9%).
