(Teleborsa) – L’ennesima tragedia sul lavoro riporta in primo piano il caso dell’ex Ilva, con i sindacati che fanno appello ad una maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro e sullo stanziamento dei maggiori risorse per la manutenzione. Un operaio in servizio all’acciaieria 2 presso lo stabilimento ex Ilva di Taranto é morto questa mattina dopo esser precipitato di un piano (dal quinto al quarto). L’addetto, impegnato a controllare le valvole, è scivolato nel vuoto da un’altezza di oltre 7 metri.
La società Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria ha espresso “profondo cordoglio per la tragica scomparsa del dipendente, Claudio Salamida, avvenuta in Acciaieria 2” ed ha reso noto che “sono in corso tutte le verifiche necessarie per accertare la dinamica dei fatti”, dando “piena disponibilità a fornire tutti gli elementi utili a far luce sull’accaduto”.
L’incidente non ha mancato di scatenare il malcontento dei sindacati, alcuni dei quali hanno minacciato lo sciopero immediato. La leader della Cisl, Daniela Fumarola, intervenendo alla trasmissione “Coffee Break” su La7, ha sottolineato che la sicurezza sul lavoro “resta ancora un tema fondamentale sul quale non possiamo assolutamente abbassare la guardia” e che occorre “incidere sulla formazione di tutti i lavoratori, ma anche delle imprese” che devono fare le necessarie manutenzioni, come nel caso dell’Ilva.
La Fim ha dichiarato 24 ore di sciopero a partire da subito “da svolgersi in tutti i siti del gruppo con articolazioni territoriali”, ma anche la Ugl Metalmeccanici minaccia lo “sciopero immediato di 24 ore”, condannando “la mancanza di sicurezza nel sito siderurgico di Taranto e l’ennesima, evitabile e inaccettabile morte sul lavoro”.
Per il Segretario generale della Uilm Rocco Palombella la tragedia “rende drammatica una situazione già fortemente compromessa”. Si tratta – afferma di una “perdita insopportabile di vite umane che si somma al sacrificio di questi lunghi anni e pone l’accento sull’emergenza legata ai mancati investimenti sulla manutenzione degli impianti e sulla sicurezza”.
La segretaria confederale della Uil Ivana Veronese esprime “angoscia” per l’accaduto e parla di un 2026 “iniziato malissimo”. Il problema della sicurezza sul lavoro – afferma – è tutt’altro che risolto. Pur apprezzando i passi avanti fatti con il Governo negli ultimi mesi, in particolare con la Legge 198/2025, è chiaro che occorre fare di più”.
