(Teleborsa) – La due giorni del vertice NATO di Ankara chiude, come ampiamente atteso, con una dichiarazione dei leader che ribadisce “l’impegno incrollabile” sull’articolo 5 del Trattato Nord Atlantico e con Trump che, senza dissimulare la delusione per esser stato lasciato solo in Iran, ha ribadito la volontà di restare nella NATO.
“Noi, capi di Stato e di governo dell’Alleanza del Nord Atlantico, ci siamo riuniti ad Ankara per ribadire il nostro incrollabile impegno a favore della nostra difesa collettiva ai sensi dell’articolo 5 del Trattato di Washington e del legame transatlantico. Un attacco contro uno di noi è un attacco contro tutti”; ribadisce la dichiarazione dei leader, che i questi giorni hanno discusso degli investimenti nella difesa, ribadendo l’impegno a raggiungere la soglia del 5% del PIL, delle minacce globali e del sostegno all’Ucraina nel processo di pacificazione con Mosca. Non a cas0 era presente anche il Presidente Volodymiir Zelensky.
Trump “deluso”, ma USA restano dentro NATO
Nell’incontro a porte chiuse con i leader, il Presidente Trump, pur dicendosi “non contento della NATO” per non aver voluto “aiutare” gli USA sulle questioni della Groenlandia e dell’Iran “che è lo Stato numero uno per sostegno al terrorismo”, avrebbe affermato che gli Stati Uniti resteranno nella NATO. Parlando delle relazioni internazionali, il leader statunitense avrebbe affermato che, senza la mediazione degli USA, la Turchia sarebbe entrata in guerra al fianco dell’Iran e ci sarebbe stata guerra anche tra Israele e Turchia.
Il vertice di Ankara non è riuscito a distendere i rapporti con la Spagna di Sanchez e Trump ha ribadito l’intenzione di interrompere i rapporti commerciali con la Spagna, accusata di non rispettare gli impegni di spesa difensiva. Provocazioni su cui Madrid e Bruxelles hanno scelto di mantenere prudenza. Dal canto suo, il Premier spagnolo ha ribadito ieri sera che la Spagna continuerà a garantire le capacità richieste dall’Alleanza senza tagliare di un solo centimetro il proprio stato sociale.
Meloni: “Nessun passo indietro su Trump. Ho una strategia”
La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni si è congratulata con il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan “per gli eccellenti risultati del Vertice che hanno riaffermato l’unità dell’Alleanza Atlantica e l’impegno comune alla difesa collettiva e alla sicurezza dello spazio transatlantico, incluso il fianco Sud dell’Alleanza”.
Nel corso della conferenza stampa al termine del vertice, Meloni ha spiegato che il messaggio più importante che esce dal vertice conferma che “la NATO è una alleanza unita, consapevole delle sfide che ha di fronte, determinata a rafforzarsi” e che “l’Alleanza Atlantica ancora più forte, solida e maggiormente capace di rispondere alle sfide complesse del nostro tempo”. Dal canto suo l’Italia è determinata a “rispettare gli impegni”, ma “in modo sostenibile, stabilendo tempi, modi e le priorità in base al contesto”.
Meloni ha ribadito la sua posizione nei confronti di Trump con cui afferma che “c’erano delle affinità” su temi politici ed ha chiarito “non mi pento di nulla di quello che ho fatto. Io ho fatto un investimento politico sull’unità dell’Occidente, non è una strategia che ho messo in campo con l’arrivo di Donald Trump”. “Io ho una strategia in testa e quella strategia è figlia di che cosa secondo me è nell’interesse nazionale italiano – ha sottolineato – e secondo me nell’interesse nazionale italiano ed europeo c’è l’unità e il rafforzamento dell’unità occidentale”.
Parlando delle spese nella difesa, la Premier ha ribadito “il punto non è quanto investiamo in difesa e sicurezza, ma anche in cosa investiamo quando spendiamo in difesa e sicurezza”. Parlando di tecnologia militare e dipendenza dalle forniture di Paesi terzi, Meloni ha ribadito “se aumentiamo le risorse che investiamo senza porci il problema politico di come garantiamo il controllo delle filiere fondamentali della difesa, rischiamo di pagare per finanziare la nostra dipendenza”.
