(Teleborsa) – Arriva l’attesa de-escalation in Medioriente e, come atteso, fa volare i mercati finanziari, che festeggiano con rialzi anche corposi. Il Presidente americano Donald Trump ha dichiarato ieri sera che le forze militari statunitensi lasceranno l’Iran “entro due o tre settimane” in quanto gli USA hanno raggiunto l’obiettivo di “eliminare la minaccia nucleare”. E’ stato addirittura fissato per questa sera alle 21 americane (ore 3 italiane) un discorso del Presidente Trump alla nazione.
“Ce ne andremo molto presto”, ha assicurato ieri Trump in un punto stampa nello Studio Ovale, aggiungendo “ce ne andiamo perché non c’è motivo” di rimanere. “Ci vorranno 15-20 anni perché ricostruiscano” – ha aggiunto – ciò che gli USA hanno distrutto. Il tycoon ha infatti confermato che gli attacchi proseguiranno ancora per qualche termpo e, anche ieri, sono stati “distrutti un’enorme quantità di impianti per la produzione di missili”.
Il Presidente non ha potuto esimersi dal rispondere anche ad una domanda sull’impennata del prezzo della benzina, che ha sfondato il tetto dei 4 dollari al gallone negli Stati uniti. Un fatto impopolare per l’Amministrazione Trump, che già guarda con preoccupazione alle elezioni mid-term a novembre 2026. A proposito della benzina, Trump ha assicurato che i consumatori americani dovrebbero aspettarsi un calo dei prezzi una volta che la guerra in Iran sarà finita.
Quanto alla chiusura dello Stretto di Hormuz, Trump ha ribadito il suo punto di vista, affermando che la responsabilità di mantenerlo aperto dovrebbe ricadere sui Paesi che dipendono da esso, come la Francia ed altri Paesi che importano il petrolio del Golfo. “Non c’è motivo per cui dovremmo farlo noi”, ha affermato, aggiungendo “non è compito nostro”.
Frattanto, i mercati azionari sono volati, con Wall Street che ha chiuso con rialzi del 2-3% sullo S&P 500 e sul Nasdaq, mentre in Asia si registrano rialzi corposi, con punte dell’8% per Seul e progressi del 5% per Tokyo e del 2-3% per Hong Kong e Shangai. Anche le borse europee hanno avviato gli scambi con progressi in media del 2%. Il petrolio ritraccia di circa il 4% al di sotto della soglia psicologica dei 100 dollari (il WTI a 97,70 Usd). Risale invece l’oro, che si porta a 4.743 dollari (+1,3%).
