(Teleborsa) – La Banca centrale europea (BCE) si appresta ad alzare i tassi di interesse di 25 punti base nella giornata odierna, portando il tasso di deposito al 2,50% come dato per scontato dagli analisti, nel tentativo di arginare l’impennata dell’inflazione trainata dai costi dell’energia e scatenata dalla guerra in Iran. La BCE ha già alzato i tassi a giugno, per la prima volta dal 2023, diventando così la prima tra le principali banche centrali ad attuare un rialzo in risposta al conflitto in Medio Oriente.
“Dopo la pausa di luglio, che ha riguardato sia i tassi di riferimento che il prezzo del petrolio, le ragioni a favore di un nuovo rialzo appaiono più evidenti – ha affermato Kevin Thozet, membro del comitato investimenti di Carmignac – L’inflazione complessiva resta sopra il 3%, quella core è ancora al di sopra del target e le rinnovate pressioni sui prezzi dell’energia e sulle supply chain continuano a spostare i rischi verso l’alto. A preoccupare la BCE sono soprattutto i possibili effetti di secondo livello. A maggior ragione considerando che l’area euro ha assorbito sia lo shock legato all’Iran sia quello derivante dalla debolezza del settore industriale cinese molto meglio di quanto temuto”.
La riunione di settembre giunge a pochi giorni dalla pubblicazione dei dati che mostrano come l’inflazione nell’Eurozona abbia toccato il 3,3% ad agosto, con la componente energetica schizzata al 14,3%. I mercati finanziari scontano ora altri due o tre rialzi entro la fine del prossimo anno.
“Sebbene sia improbabile che la BCE si impegni in anticipo ad adottare ulteriori misure, il bilancio dei rischi si è spostato in una direzione più restrittiva – ha detto Josefina Rodriguez, Economista di Vanguard – I prezzi elevati dell’energia, la possibilità di un’inflazione più persistente e il rischio di effetti di secondo ordine indicano che il Consiglio direttivo probabilmente manterrà aperta la possibilità di ulteriori aumenti qualora l’andamento dell’inflazione dovesse rivelarsi meno favorevole del previsto”.
Oggi la BCE diffonderà anche le nuove stime macroeconomiche. È atteso un rialzo delle stime di crescita per l’anno in corso, e forse anche per il 2027, mentre dovrebbe essere posticipata la tempistica prevista per il ritorno dell’inflazione (attualmente sopra il 3%) all’obiettivo del 2%.
“Finora la crescita si è dimostrata più resiliente di quanto molti si aspettassero, mentre l’inflazione è rimasta più contenuta di quanto molti temessero ha commentato Dave Chappell, Senior Portfolio Manager, Fixed Income, Global Rates, di Columbia Threadneedle Investments – Tuttavia, con l’avvicinarsi dell’inverno e con i livelli delle riserve di gas naturale vicini ai minimi stagionali per questo periodo dell’anno, il Consiglio direttivo monitorerà attentamente il rischio di ulteriori pressioni al rialzo sui prezzi. Più a lungo i prezzi dell’energia rimarranno elevati, maggiori saranno i rischi di effetti secondari”.
