(Teleborsa) – Seduta debole per le Borse europee, dopo che i colloqui di pace in Medio Oriente hanno subito un’altra battuta d’arresto. L’Iran ha inviato la sua risposta alla proposta statunitense di colloqui di pace tramite il mediatore Pakistan, incentrata sulla fine della guerra su tutti i fronti. La controproposta iraniana include richieste di risarcimento per i danni di guerra, il riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz, la fine del blocco navale statunitense, garanzie contro ulteriori attacchi e la revoca delle sanzioni. Il presidente Trump ha definito la proposta “totalmente inaccettabile” su Truth Social. “I motivi per tornare al tavolo delle trattative passano dall’ovvietà di sintesi tra due massimalismi per ora difficilmente conciliabili – commentano gli strategis di Intesa Sanpaolo – Non è una questione di ottimismo/pessimismo, ma la clessidra dell’energy crunch (della scarsità di combustibili fossili e derivati di tutti i tipi) continua a scorrere”.
Sul fronte macroeconomico, in Cina l’inflazione di aprile è risultata superiore alle attese, a causa dell’aumento dei prezzi globali dell’energia. L’indice dei prezzi alla produzione è salito al 2,8% su base annua (previsioni: 1,6%, precedente: 0,5%), il valore più alto da metà 2022. Anche l’indice dei prezzi al consumo ha superato le aspettative, attestandosi all’1,2% su base annua (previsioni: 0,9%, precedente: 1,0%), con aumenti concentrati su benzina e gioielli in oro. “Questa mossa allontana ulteriormente la Cina dalla deflazione osservata negli ultimi anni, ma l’impulso è in gran parte dovuto all’aumento dei costi piuttosto che alla domanda”, fanno notare gli analisti di Danske Bank.
L’Euro / dollaro USA mantiene la posizione sostanzialmente stabile su 1,177. Scambia in retromarcia l’oro, che scivola a 4.672,9 dollari l’oncia. Deciso rialzo del petrolio (Light Sweet Crude Oil) (+3,75%), che raggiunge 99 dollari per barile.
Balza in alto lo spread, posizionandosi a +73 punti base, con un incremento di 2 punti base, con il rendimento del BTP decennale pari al 3,75%.
Tra i mercati del Vecchio Continente sostanzialmente invariato Francoforte, che riporta un moderato -0,07%, si muove in modesto rialzo Londra, evidenziando un incremento dello 0,37%, e discesa modesta per Parigi, che cede un piccolo -0,43%.
Lieve aumento per la Borsa Milanese, con il FTSE MIB che sale dello 0,23% a 49.401 punti; sulla stessa linea, lieve aumento per il FTSE Italia All-Share, che si porta a 51.974 punti. Sui livelli della vigilia il FTSE Italia Mid Cap (+0,06%); sulla stessa tendenza, consolida i livelli della vigilia il FTSE Italia Star (+0,11%).
Tra le migliori Blue Chip di Piazza Affari, svetta DiaSorin che segna un importante progresso del 5,70% (venerdì sera ha comunicato di aver chiuso il primo trimestre con ricavi pari a 287 milioni di euro, in calo del 3% a cambi costanti, e ha confermato la guidance per il 2026). Bilancio decisamente positivo per STMicroelectronics, che vanta un progresso del 2,65%. Buona performance per Saipem, che cresce del 2,63%. Sostenuta ENI, con un discreto guadagno dell’1,58%.
I più forti ribassi, invece, si verificano su Leonardo, che continua la seduta con -2,50%. Calo deciso per Fincantieri, che segna un -1,98%. Sotto pressione Ferrari, con un forte ribasso dell’1,50%. Pensosa Avio, con un calo frazionale dell’1,44%.
Tra i protagonisti del FTSE MidCap, Sanlorenzo (+8,28%), Alerion Clean Power (+7,34%), Juventus (+2,78%) e WIIT (+1,50%).
Le peggiori performance, invece, si registrano su D’Amico, che ottiene -5,70%. Sensibili perdite per Safilo, in calo del 4,63%. Tentenna Rai Way, con un modesto ribasso dell’1,48%. Giornata fiacca per Cembre, che segna un calo dell’1,29%.
