(Teleborsa) – Le esportazioni petrolifere dal Golfo sono balzate di oltre 3 milioni di barili a giugno rispetto a maggio, superando i 10 milioni di barili al giorno, grazie al supporto militare statunitense nel mantenere aperti i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz. È quanto emerge dai dati della società di consulenza Kpler citati da Reuters. I volumi restano tuttavia ancora il 40% sotto i livelli pre-bellici. Gli Emirati Arabi Uniti hanno guidato la ripresa.
Il Financial Times ha riportato che il traffico attraverso lo stretto è più che quadruplicato nell’ultima settimana, con la fiducia degli operatori sostenuta dalla tenuta del cessate il fuoco di 60 giorni tra USA e Iran, anche se gli analisti avvertono che smaltire l’arretrato potrebbe richiedere ancora settimane.
Dall’accordo del 17 giugno tra USA e Iran, l’arretrato di greggio bloccato nel Golfo si è smaltito rapidamente, lasciando circa 23 milioni di barili ancora in transito, secondo gli analisti di Kpler. Lo stoccaggio galleggiante aveva toccato un picco di 96 milioni di barili a fine aprile.
La rapida normalizzazione dei flussi sta alimentando timori di un eccesso di offerta sul mercato: secondo Citi i prezzi potrebbero scendere fino a 60 dollari al barile entro fine anno.
