(Teleborsa) – Wall Street prosegue in rosso a causa delle tensioni geopolitiche e dei timori di ripercussioni inflazionistiche, non negate dal Presidente della Fed John Williams in un intervento sulla politica monetaria ed i prezzi. Il membro della banca centrale USA ha però attribuito maggiore responsabilità ai dazi piuttosto che all’escalation delle quotazioni petrolifere, il cui impatto è minore in USA.
A New York, l’indice Dow Jones è comuque risalito dai minimi iniziali a 48.581 punti, e mostra uno scarto percentuale pari a -0,66%: l’indice prosegue in tal modo una serie negativa, iniziata venerdì scorso, di tre ribassi consecutivi; sulla stessa linea l’S&P-500, che continua la seduta a 6.830 punti, in calo dello 0,74%. In rosso il Nasdaq 100 (-0,86%); con analoga direzione, poco sotto la parità l’S&P 100 (-0,45%).
Risultato negativo a Wall Street per tutti i settori dell’S&P 500. Nel listino, i settori materiali (-2,50%), beni industriali (-1,69%) e sanitario (-1,12%) sono tra i più venduti.
Al top tra i giganti di Wall Street, Salesforce (+2,45%), IBM (+2,16%), Microsoft (+1,81%) e Verizon Communication (+1,78%).
Le più forti vendite, invece, si manifestano su Caterpillar, che prosegue le contrattazioni a -4,18%.
Nike scende del 2,41%.
Calo deciso per Amgen, che segna un -2,27%.
Sotto pressione Boeing, con un forte ribasso del 2,23%.
Tra i protagonisti del Nasdaq 100, Workday (+6,28%), Thomson Reuters (+5,39%), Atlassian (+4,96%) e Intuit (+4,46%).
Le più forti vendite, invece, si manifestano su Micron Technology, che prosegue le contrattazioni a -6,89%.
Crolla Western Digital, con una flessione del 5,59%.
Vendite a piene mani su Ferrovial, che soffre un decremento del 5,20%.
Pessima performance per Applied Materials, che registra un ribasso del 4,90%.
