(Teleborsa) – Seduta in lieve rialzo per le Borse europee, mentre in Medio Oriente il conflitto entra nel settimo giorno, con l’Iran che ieri ha attaccato l’Azerbaigian e preso di mira altre petroliere nel Golfo, facendo salire i prezzi del greggio.
Il presidente statunitense Donald Trump ha affermato di dover essere coinvolto nella nomina del prossimo leader iraniano, respingendo la candidatura di Mojtaba Khamenei, che dovrebbe proseguire le politiche del padre. Questa posizione contrasta con la dichiarazione della Casa Bianca secondo cui il cambio di regime non è l’obiettivo primario della campagna militare. Nonostante l’impennata dei costi energetici, Trump ha dichiarato a Reuters di non avere intenzione di attingere alla riserva strategica di petrolio, affermando: “Se aumentano, aumentano”.
In India, gli Stati Uniti hanno concesso una deroga temporanea di 30 giorni per l’acquisto di petrolio russo sanzionato, con l’obiettivo di alleviare le interruzioni dell’approvvigionamento derivanti dal conflitto in Medio Oriente. “Il conflitto Iran/Stati Uniti/Israele sta aggiungendo un sovrapprezzo per energia e trasporto merci che inasprisce l’equazione macroeconomica – evidenziano gli analisti di – TP ICAP MIDCAP – In uno scenario centrale (petrolio a 80-85 dollari per alcune settimane), l’impatto complessivo rimarrebbe stagflazionistico ma moderato; se le tensioni persistono (petrolio oltre i 100 dollari, interruzioni durature nello Stretto di Hormuz), l’effetto diventa più recessivo (PIL globale stimato -0,6 pt, inflazione +2 pt in 12 mesi nelle economie sviluppate), con Europa/Asia più esposte”.
La pubblicazione macroeconomica più importante di oggi è il rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti a febbraio. I primi indicatori ad alta frequenza, come le richieste di sussidio di disoccupazione, la stima settimanale dell’occupazione nel settore privato di ADP e le offerte di lavoro giornaliere online di Indeed Hiring Lab, hanno generalmente segnalato un miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro fino a febbraio. Il consensus vede buste paga non agricole di +58.000 a febbraio, rispetto alle 130.000 di gennaio; il tasso di disoccupazione è previsto stabile al 4,3% e, infine, la retribuzione oraria media è prevista invariata al 3,7% su base annua.
Sul fronte politico, in Germania le elezioni statali di domenica nel Baden-Wurttemberg saranno il primo banco di prova quest’anno per Friedrich Merz e la sua grande coalizione. Con circa 11 milioni di residenti e una delle regioni economicamente più importanti della Germania, lo stato è governato dai Verdi dal 2011.
L’Euro / dollaro USA mantiene la posizione sostanzialmente stabile su 1,161. L’Oro prosegue gli scambi con guadagno frazionale dello 0,57%. Il Petrolio (Light Sweet Crude Oil) mostra un timido guadagno e segna un +0,37%.
Torna a salire lo spread, attestandosi a +72 punti base, con un aumento di 2 punti base, con il rendimento del BTP decennale pari al 3,57%.
Tra i listini europei si muove in modesto rialzo Francoforte, evidenziando un incremento dello 0,61%, bilancio positivo per Londra, che vanta un progresso dello 0,21%, e sostanzialmente tonico Parigi, che registra una plusvalenza dello 0,34%.
Il listino milanese mostra un timido guadagno, con il FTSE MIB che sta mettendo a segno un +0,34%; sulla stessa linea, lieve aumento per il FTSE Italia All-Share, che si porta a 47.315 punti. In denaro il FTSE Italia Mid Cap (+0,77%); sulla stessa tendenza, buona la prestazione del FTSE Italia Star (+1,09%).
Tra le migliori Blue Chip di Piazza Affari, incandescente Amplifon, che vanta un incisivo incremento del 4,66%. Ben impostata Fincantieri, che mostra un incremento del 2,74%. Tonica Leonardo che evidenzia un bel vantaggio del 2,43%. In luce Nexi, con un ampio progresso del 2,06%.
Le più forti vendite, invece, si manifestano su Banca MPS, che prosegue le contrattazioni a -2,13%. Sottotono Italgas che mostra una limatura dell’1,32%. Deludente Campari, che si adagia poco sotto i livelli della vigilia. Fiacca Mediobanca, che mostra un piccolo decremento dello 0,93%.
In cima alla classifica dei titoli a media capitalizzazione di Milano, Avio (+3,99%), Reply (+3,06%), Ariston Holding (+2,80%) e BFF Bank (+2,12%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su Italmobiliare, che continua la seduta con -3,58%. Preda dei venditori Piaggio, con un decremento del 2,16%. Discesa modesta per Technoprobe, che cede un piccolo -1,07%. Pensosa Caltagirone SpA, con un calo frazionale dello 0,82%.
