(Teleborsa) – Rivisto al ribasso il PMI dei servizi negli Stati Uniti. L’indice, elaborato da S&P Global, si è portato a 51,2 punti nel mese di giugno contro una stima preliminare di 51,3, ma risulta in aumento rispetto ai 50,7 del mese precedente.
L’indice, che rappresenta un sondaggio sui direttori acquisto delle aziende attive nel settore terziario, si conferma al di sopra della soglia dei 50 punti, che fa da spartiacque con tra espansione e contrazione.
Rivisto anche l’indice composito, che tiene conto della variazione del PMI manifatturiero, che si attesta a 51,9 punti, in calo dai 52,2 punti della stima preliminare, ma ancora in crescita rispetto ai 51,5 punti di maggio.
Chris Williamson, capo economista aziendale di S&P Global Market Intelligence, ha commentato: “Una leggera accelerazione della crescita delle imprese nel settore dei servizi porta l’espansione al livello più forte dallo scoppio della guerra in Medio Oriente, sebbene il ritmo di crescita rimanga fiacco rispetto a quello osservato all’inizio dell’anno precedente al conflitto. I dati dell’indagine indicano quindi, in linea generale, che l’economia è cresciuta solo dell’1,2% su base annua nel secondo trimestre. Analogamente, sebbene le aspettative di crescita delle imprese per l’anno a venire siano migliorate a giugno, sono rimaste contenute rispetto a quelle osservate prima della guerra, poiché le imprese non hanno chiarezza sulle prospettive, sia dal punto di vista economico che geopolitico. Anche la prospettiva di tassi di interesse più elevati ha rappresentato un ulteriore ostacolo alla crescita, in particolare nel settore dei servizi finanziari, dove le aspettative delle imprese rimangono particolarmente deboli”.
Williamson ha poi aggiunto: “Un fattore chiave alla base della performance relativamente debole del settore dei servizi è stato ancora una volta l’elevata pressione sui prezzi. Sebbene si sia leggermente attenuata, in gran parte grazie al calo dei prezzi del petrolio, a giugno i costi hanno continuato ad aumentare a ritmo sostenuto, spingendo al rialzo le tariffe applicate ai servizi. La reazione negativa dei clienti a questi prezzi elevati è stata nuovamente ampiamente segnalata, soprattutto nelle aziende che si rivolgono direttamente ai consumatori. Ciononostante, le aziende del settore prevedono che ulteriori ribassi dei prezzi dovrebbero contribuire a stimolare le vendite nei prossimi mesi, offrendo un barlume di speranza sia per le prospettive di crescita che per quelle di inflazione”.
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