(Teleborsa) – Si conferma in crescita a marzo il patrimonio dei risparmiatori seguiti dalle Reti di consulenza, raggiungendo i 1.003 miliardi di euro, in crescita del 9,4% su base annua. La minima flessione trimestrale (-0,4%) è riconducibile esclusivamente alla volatilità dei mercati finanziari innescata dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran, che tuttavia non ha compromesso la solidità complessiva del sistema. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto di Assoreti.
La componente finanziaria e assicurativa/previdenziale del portafoglio si valorizza a 866 miliardi di euro (-0,6% t/t; +10,5% a/a) e rappresenta l’86,3% del patrimonio totale. In dettaglio, i prodotti del risparmio gestito raggiungono 618 miliardi di euro (-0,9% t/t; +9,6% a/a), con un’incidenza del 61,6% sulle masse totali, mentre gli strumenti finanziari amministrati si attestano a 248 miliardi di euro (+0,2% t/t; +12,9% a/a), con un peso del 24,7% sul portafoglio complessivo.
La liquidità raggiunge i 137 miliardi di euro (+1,2% t/t; +3,1% a/a) e incide per il 13,7% sul patrimonio totale. La quota di portafoglio coperta dal servizio di consulenza con fee specifica si attesta a 157 miliardi di euro, con una crescita dell’1,1% rispetto a fine dicembre (+16,7% a/a) e un’incidenza del 15,7% sul patrimonio totale.
“La tenuta del patrimonio affidato alle Reti, nonostante una fase di forte volatilità dei mercati internazionali, conferma la solidità di un modello fondato sulla diversificazione, sulla pianificazione di lungo periodo e su una relazione di fiducia costante con il risparmiatore”, dichiara Massimo Doris, Presidente dell’Associazione, aggiungendo “è proprio nei momenti di maggiore incertezza che emerge ancor più il valore della consulenza finanziaria”.
Guardando al risparmio gestito, il valore dei fondi comuni di investimento sottoscritti direttamente si attesta a 277 miliardi di euro (-1,3% t/t; +10,9% a/a), con un’incidenza complessiva sul portafoglio del 27,6%. I fondi azionari risentono delle performance dei mercati con una flessione congiunturale del 4,3% e una valorizzazione che si attesta a 97 miliardi di euro, pari al 9,7% del patrimonio. Diversamente, i fondi obbligazionari, grazie ad una raccolta positiva, raggiungono i 90 miliardi (+0,7% t/t) con un’incidenza del 9%. La medesima dinamica si riscontra sulle gestioni collettive flessibili il cui valore sale a 47 miliardi (+3% t/t), pari al 4,7% del patrimonio totale.
La valorizzazione delle gestioni patrimoniali individuali si attesta a 101 miliardi di euro (-0,9% t/t; +9,1% a/a), con un peso
in portafoglio del 10,1%. Il comparto conferma la sostanziale equipartizione tra GPF, con 50,6
miliardi di euro (-1,5% t/t), e GPM, con 50,5 miliardi (-0,2% t/t).
Il comparto assicurativo-previdenziale vale 240 miliardi di euro (-0,4% t/t; +8,3% a/a) con un’incidenza del 23,9% sul patrimonio totale, sostanzialmente stabile rispetto a fine dicembre. Dinamiche di crescita congiunturale si riscontrano sulle polizze vita tradizionali (+1,2% t/t) e sui fondi pensione (+1,8% t/t), mentre unit linked e prodotti multiramo risentono delle performance negative dei mercati finanziari.
Nell’ambito del risparmio amministrato, tirano ancora i0 titoli di Stato, che si confermano rappresentano la componente di maggior peso con 91 miliardi di euro (+3,5% t/t; +12,4% a/a) e un’incidenza sul portafoglio del 9,0%, seguiti dai titoli azionari con 72 miliardi di euro (-3,0% t/t; +13,3% a/a) ed un peso del 7,2%. Si conferma la crescente rilevanza degli exchange traded product che, con 26 miliardi di euro (+5,8% t/t; +42,0% a/a), rappresentano il 2,6% del portafoglio (+0,1pp t/t).
(Foto: © Veerasak Piyawatanakul)
